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October 30 Zofia ti guardo mentre dormi e, Dio, quanto sei bella.Ti rigiri in questa ultima notte in cui rabbrividisci ed io ti stringo a me, appoggiando il cappotto su di te. Avrei voluto fare la stessa cosa per ogni tuo inverno. Il tuo volto è sereno, ti accarezzo la guancia e, per la prima volta nella mia esistenza, sono triste e felice allo stesso tempo. Siamo arrivati alla fine del nostro momento, l'inizio di un ricordo che in me durerà per l'eternità. Quando ci siamo incontrati, in ciascuno di noi c'era molto di incompiuto e di irrealizzato. Me ne andrò sul far del mattino allontanandomi un poco alla volta per approfittare fino all'ultimo di ogni istante con te. Sparirò dietro questo albero per arrendermi alle ragioni del peggio. Se lasceremo che mi abbattano, faremo in modo che i tuoi vincano e ti perdonino, qualunque siano i tuoi torti. Ritorna, amore mio, in quella casa che ti si addice così bene. Avrei voluto toccare i muri della tua casa che sanno si sale, vedere attraverso le tue finestre le mattine che si levano su orizzonti che non conosco, ma che so essere tuoi. Sei riuscita a fare l'impossibile, hai cambiato una parte di me. Vorrei solo che il tuo corpo mi ricoprisse e non vedere mai più la luce del mondo se non attraverso i tuoi occhi. Là dove non esisti, non esisto neanche io. Le nostre mani insieme ne farebbero una a dieci dita, la tua sopra la mia diventerebbe mia, al punto tale che mi addormenterei quando si chiuderebbero i tuoi occhi. Non essere triste, nessuno potrà mai rubare i nostri ricordi. Ora mi basta chiudere le palpebre per vederti, smettere di respirare per sentire il tuo odore, mettermi di fronte al vento per essere il tuo respiro. Ora ascolta: ovunque io sia, riconoscerò le tue risate, vedrò il sorriso nei tuoi occhi, sentirò la tua voce. Il semplice fatto di sapere che tu sei da qualche parte su questa terra sarà, nell'inferno, il mio angolo di paradiso. Sei il mio Bachert, Ti amo. Marc Levy
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